ci sono giorni in cui non ti vien voglia di scrivere nulla, in cui succedono cose orribili che qualcuno ha anche il coraggio di strumentalizzare. poi sfogli le pagine di zu e scopri quel che scrisse un giorno babsi sulle donne. e poi ritorni oggi e leggi quel che ha scritto sulla pace.
e non puoi fare a meno di linkarla perchè lei, quando parla di pace, sa esattamente di cosa sta parlando.
>>oggi avrei voluto urlare: chi decide quando il dopoguerra è finito? la mia vita potrebbe essere tutta un dopoguerra! ho taciuto. stiamo zitti in questa speranza malferma, a ridosso della guerra più ingiusta. siamo stati bombardati, mi dicono, non mi dicono che quello appena faccio domande: siamo stati bombardati dal cielo, di notte, fin dentro gli ospedali e gli ospizi. me lo ripetono tutti, una cantilena che risento nella testa di notte e non riesco a dormire: gli-ospedali-e-gli-ospizi. me lo ripeterò, me lo ripeteranno per cinque anni. hanno bombardato persino gli ospedali e gli ospizi. hanno bombardato persino gli ospedali e gli ospizi. gli ospedali e gli ospizi. per niente.
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mercoledì 17 marzo 2004
sabato 28 febbraio 2004
cose a cui pensare 1
perchè i media parlano così poco di quel che succede in cecenia? luca sofri riprende un articolo dell'unità sull'argomento.
domenica 30 novembre 2003
non è proprio possibile
non è possibile che due gemelli siamesi siano di sesso diverso.
lunedì 15 settembre 2003
sicuri?
in questi giorni un gruppo di imprenditori bellunesi ha proposto di sfruttare le acque del bacino del vajont per produrre elettricità.
sabato 21 giugno 2003
Sweet Home Teheran
Come voi tutti sicuramente saprete, da ormai più di una settimana gli studenti iraniani combattono la loro battaglia per la libertà. Combattono a mani nude , come è già stato scritto da Massimo Gramellini su La Stampa. “Eppure - continua Gramellini - l’opinione pubblica europea non si scuote, gli eserciti della Pace non sfilano in massa sotto le ambasciate di Teheran.”
Con questo pezzetto di Word mi rivolgo a voi perché le parole di Massimo Gramellini vengano disattese. Quello che spero è che questo appello si trasformi in un grido che dalla rete si diffonda e attraversi le coscienze di tutti. Se io riuscirò a coinvolgervi, avrò fatto metà del lavoro, e allora non sarà un’utopia vedere sfilare qualche migliaia di persone sotto le ambasciate di Teheran. E non sarà improbabile che accanto a chi aveva messo, o ha ancora, una bandiera della pace a sventolare dal suo balcone, manifesti anche chi invece aveva in testa molti se e molti ma.
Dobbiamo fare sentire loro che non sono soli, e questo lo dobbiamo fare prima che i partiti si schierino, prima che sinistra e destra parlamentari ci dividano per l’ennesima volta. Sbattetevene della destra e della sinistra. Questa è una lotta per la libertà, è una lotta per la vita e loro, laggiù in Iran, se la meritano come se la meritano tutte le persone di questo mondo.
Se vi sembra giusto manifestare per gli studenti di Teheran, accogliete questo mio appello: parlatene. Informatevi e parlate di ciò che accade in questi giorni in Iran e linkate chi ne parla. Se siete d’accordo con la mia iniziativa fate un articolo (anche copiando questo testo) e intitolatelo: Sweet home Teheran.
La mia mail è: frank_beggar@libero.it
Il mio blog è: il cannocchiale
Con questo pezzetto di Word mi rivolgo a voi perché le parole di Massimo Gramellini vengano disattese. Quello che spero è che questo appello si trasformi in un grido che dalla rete si diffonda e attraversi le coscienze di tutti. Se io riuscirò a coinvolgervi, avrò fatto metà del lavoro, e allora non sarà un’utopia vedere sfilare qualche migliaia di persone sotto le ambasciate di Teheran. E non sarà improbabile che accanto a chi aveva messo, o ha ancora, una bandiera della pace a sventolare dal suo balcone, manifesti anche chi invece aveva in testa molti se e molti ma.
Dobbiamo fare sentire loro che non sono soli, e questo lo dobbiamo fare prima che i partiti si schierino, prima che sinistra e destra parlamentari ci dividano per l’ennesima volta. Sbattetevene della destra e della sinistra. Questa è una lotta per la libertà, è una lotta per la vita e loro, laggiù in Iran, se la meritano come se la meritano tutte le persone di questo mondo.
Se vi sembra giusto manifestare per gli studenti di Teheran, accogliete questo mio appello: parlatene. Informatevi e parlate di ciò che accade in questi giorni in Iran e linkate chi ne parla. Se siete d’accordo con la mia iniziativa fate un articolo (anche copiando questo testo) e intitolatelo: Sweet home Teheran.
La mia mail è: frank_beggar@libero.it
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