ovvero quel che avreste voluto sapere su Ermes di Colloredo e che non vi hanno mai detto
Ermes di Colloredo, nobile friulano vissuto nel diciassettesimo secolo, descritto come "signore gaudente, autore di poesia erotica e burlesca" è molto noto dalle mie parti perchè ha abitato per lungo tempo nella villa di Gorizzo, dimora nobiliare che si trova appunto nel mio comune. Nelle varie pubblicazioni che parlano di storia locale vengono spesso citati i versi della poesia che posto qui oggi, ma omettendo le due terzine finali. Ecco che allora, oltre a fornirvene una modestissima traduzione, posso finalmente rendere noto il testo integrale del sonetto.
Unviar
Cuant finiràial, Jaroni chest unviar
che mi fâs cussì spes, soflâ sul piz,
e, se nuje mi slontani vie dal stiz,
senze lussurie m'indurìs la cjâr?
Par scjampâ tant rigôr, pene d'infiar,
jo mi soi ritirât cajû in Guriz,
e mi brustuli come un pitiniz,
cjazzât dongje un bon fûc di rôl e uâr.
Ma se un pôc mi discosti, eco tun prest
sint che lu frêt 'es vìssaris mi rive
e mi fâs di galop tornâ al miò puest.
Se mi scjaldi lu schenâl, glazzi la pive,
e no cjati rimiedi miéi di chest:
di stâ in cove dongje une piel vive.
Inverno
Quando finirà, Girolamo, quest'inverno
che mi fa così spesso soffiar sul pizzo,
e, se appena mi allontano dalle braci,
senza lussuria m'indurisce la carne?
Per sfuggire a tanto rigore, pena infernale,
mi son ritirato quaggiù in Gorizzo,
e mi arrostisco come un pitiniz,
cacciato vicino a un buon fuoco di quercia e uâr.
Ma se appena mi discosto, ecco in un momento
sento che il freddo alle viscere mi arriva
e di galoppo mi fa tornare al mio posto.
Se mi scaldo la schiena, si gela la piva,
e non trovo rimedio migliore di questo:
di stare accocolato vicino a una pelle viva.
scusate, non so che cosa significhino "pitiniz" e "uâr": è la volta che mi compro un buon vocabolario di friulano =)
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domenica 18 aprile 2004
POESIA IN FRIULANO - 2
DILI
Ti jos, Dili, ta li cassis
a plòuf. I cians si scunìssin
pal plan verdùt.
Ti jos, nini, tai nustris cuàrps,
la frescia rosada
dal timp pierdùt.
DILIO
Vedi, Dilio, sulle acacie
piove. I cani si sfiatano
per il piano verdino.
Vedi, fanciullo, sui nostri corpi
la fresca rugiada
del tempo perduto.
di Pier Paolo Pasolini
Ti jos, Dili, ta li cassis
a plòuf. I cians si scunìssin
pal plan verdùt.
Ti jos, nini, tai nustris cuàrps,
la frescia rosada
dal timp pierdùt.
DILIO
Vedi, Dilio, sulle acacie
piove. I cani si sfiatano
per il piano verdino.
Vedi, fanciullo, sui nostri corpi
la fresca rugiada
del tempo perduto.
di Pier Paolo Pasolini
domenica 21 marzo 2004
che sbadata!
che sbadata, non l'ho detto che oggi è la giornata mondiale della poesia???
forse serve un breve ripasso...
forse serve un breve ripasso...
sabato 20 marzo 2004
POESIA IN FRIULANO
per i non-furlan-speakers invece volevo postare la traduzione di una poesia di Stiefin Morat pubblicata su ilfurlanist mercoledì scorso:
Cjarinimi la man
Cjarinimi la man
cjarinime amour
cuant che il jeur
si fâs fumate
e l’ale blancje de ciuite
nus clame i siums
tal so zardin di arint
Cjarinimi la man
cjarinime, amour
cuant ch’o impirin
il curidour da Basse
o da iperspazi
e al cjante a planc
il diu dai torzeons
dai sbrendolons
jù par Gonârs
Bertiûl Cjasteons
Carezzami la mano
Carezzami la mano
accarezzamela amore
quando la lepre
si fa nebbia
e l'ala bianca della civetta
ci chiama i sogni
nel suo giardino d'argento
Carezzami la mano
accarezzamela, amore
quando infiliamo
il corridoio della Bassa
o dell'iperspazio
e canta piano
il dio dei vagabondi
degli straccioni
giù per Gonars
Bertiolo Castions.
Cjarinimi la man
Cjarinimi la man
cjarinime amour
cuant che il jeur
si fâs fumate
e l’ale blancje de ciuite
nus clame i siums
tal so zardin di arint
Cjarinimi la man
cjarinime, amour
cuant ch’o impirin
il curidour da Basse
o da iperspazi
e al cjante a planc
il diu dai torzeons
dai sbrendolons
jù par Gonârs
Bertiûl Cjasteons
Carezzami la mano
Carezzami la mano
accarezzamela amore
quando la lepre
si fa nebbia
e l'ala bianca della civetta
ci chiama i sogni
nel suo giardino d'argento
Carezzami la mano
accarezzamela, amore
quando infiliamo
il corridoio della Bassa
o dell'iperspazio
e canta piano
il dio dei vagabondi
degli straccioni
giù per Gonars
Bertiolo Castions.
giovedì 18 dicembre 2003
wunderweiss
Es gibt so wunderweiße Nächte,
Drin alle Dinge Silber sind.
Da schimmert manchen Stern so lind,
Als ob er fromme Hirten brächte
Zu einem neuem Jesuskind.
Weit wie mit dichtem Diamantenstaube
Bestreut, erscheinen Flur und Flut,
Und in die Herzen, traumgemut,
Steigt ein kapellenloser Glaube,
Der leise seine Wunder tut.
promesso, durante le feste provo a tradurvela.
Drin alle Dinge Silber sind.
Da schimmert manchen Stern so lind,
Als ob er fromme Hirten brächte
Zu einem neuem Jesuskind.
Weit wie mit dichtem Diamantenstaube
Bestreut, erscheinen Flur und Flut,
Und in die Herzen, traumgemut,
Steigt ein kapellenloser Glaube,
Der leise seine Wunder tut.
promesso, durante le feste provo a tradurvela.
lunedì 3 novembre 2003
thing of beauty
A thing of beauty is a joy for ever:
Its loveliness increases; it will never
Pass into nothingness; but still will keep
A bower quiet for us, and a sleep
Full of sweet dreams, and health and quiet breathing.
Its loveliness increases; it will never
Pass into nothingness; but still will keep
A bower quiet for us, and a sleep
Full of sweet dreams, and health and quiet breathing.
martedì 3 giugno 2003
giardinaggio poetico
visto che in questi giorni il mio secondo nome è "paturnia" lascio la parola al vecchio Bertolt Brecht, che anche in fatto di giardinaggio ha qualcosa da insegnare:
Dell'innaffiare il giardino
Oh bello innaffiare il giardino, per far coraggio al verde!
Dar acqua agli alberi assetati! Dai più che basti e
non dimenticare i cespugli delle siepi, perfino
quelli che non dan frutto, quelli esausti
e avari. E non perdermi di vista,
in mezzo ai fiori, le male erbe, che hanno
sete anche loro. Non bagnare solo
il prato fresco o solo quello arido:
anche la terra nuda tu rinfrescala.
(trad. Ruth Leiser e Franco Fortini, Einaudi)
Dell'innaffiare il giardino
Oh bello innaffiare il giardino, per far coraggio al verde!
Dar acqua agli alberi assetati! Dai più che basti e
non dimenticare i cespugli delle siepi, perfino
quelli che non dan frutto, quelli esausti
e avari. E non perdermi di vista,
in mezzo ai fiori, le male erbe, che hanno
sete anche loro. Non bagnare solo
il prato fresco o solo quello arido:
anche la terra nuda tu rinfrescala.
(trad. Ruth Leiser e Franco Fortini, Einaudi)
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